Dal satellite Planck, le origini dell'universo in una mappa
Una mappa racconta la storia dell'universo, dalla nascita delle prime stelle alle radiazioni diffuse oggi dalla Via Lattea. Il risultato, il primo al mondo di questo tipo, si deve al satellite Planck dell'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea...
(AGI) - Roma, 5 lug. - La radiazione cosmica di fondo e la Via Lattea: sono le due protagoniste indiscusse della mappa a tutto cielo ottenuta da Planck ?il satellite dell'ESA (agenzia spaziale europea) - per lo studio dell'origine dell'Universo. ''Questo e' il momento per il quale Planck e' stato concepito'', ha detto il direttore della sezione ESA di Scienza ed Esplorazione Robotica, David Southwood. ''Non stiamo offrendo risposte. Stiamo aprendo le porte - ha continuato - di un Eldorado in cui gli scienziati potranno andare a caccia di pepite d'oro, che li porteranno ad approfondire la nostra comprensione su come l'Universo e' nato e su come funziona.
L'eccezionale qualita' di quest'immagine e' un tributo agli ingegneri che hanno costruito e gestito Planck. Ora e' il momento di dare il via al raccolto scientifico''.
La radiazione di fondo a microonde (CMB), o radiazione fossile, ci offre la piu' antica immagine possibile dell'Universo: appena 380 mila anni dopo il Big Bang.
Un'immagine che, nella mappa di Planck, appare in gran parte avvolta nella foschia introdotta dalle sorgenti diffuse della Via Lattea, polvere e gas interstellare innanzi tutto. Un'immagine nascosta nella nebbia, dunque, come spiega Jan Tauber, project scientist di Planck: ''La struttura granulare della CMB si puo' distinguere nettamente nelle regioni ad alta latitudine della mappa, la' dove l'emissione locale e' piu' debole. Scendendo a latitudini piu' basse, invece, una grande porzione di cielo e' dominata dal contributo della Via Lattea, che risplende con vigore sul piano galattico e si estende, seppur con minore intensita', anche al di sopra e al di sotto di esso''.
Ma proprio come talora avviene con alcuni capolavori, celati per secoli sotto ad altri dipinti e in seguito restituiti al loro originale splendore dalla tecnologia e dalla paziente opera dei restauratori, anche la mappa dell'Universo primordiale e' prossima a emergere nella sua interezza. Nel caso della mappa di Planck, la separazione delle due componenti ? il fondo cosmico da una parte e le sorgenti galattiche dall'altra ? e' affidata a complessi software di analisi ed elaborazione delle immagini, sviluppati ad hoc dagli scienziati del team di Planck. Algoritmi resi possibili grazie alla risoluzione e alla sensibilita' senza precedenti dei dati raccolti dal satellite, e in particolare grazie alla disponibilita' di ben nove canali a diverse lunghezze d'onda.
Proprio questo ampio spettro di frequenze?dai 30 agli 857 GHz?permette di 'sollevare il dipinto' piu' recente (il contributo galattico, preziosissimo per gli astrofisici) senza danneggiare quello sottostante (il fondo cosmico, sul quale i cosmologi non vedono l'ora di mettere le mani). Ottenendo cosi' due 'tele' indipendenti ed entrambe di valore inestimabile. ''La mappa del cielo a microonde, ottenuta combinando tutte e nove le frequenze operative di Planck, fornisce i primi risultati astrofisici visivi della Via Lattea. Questo, da solo, e' gia' un risultato sorprendente, ma non e' finita qui. Se il 'buon giorno si vede dal mattino'. nel background potrebbero emergere piacevoli sorprese dalle misure di polarizzazione delle anisotropie del fondo cosmico'', ha auspicato Barbara Negri, responsabile dell'Agenzia spaziale italiana per l'Osservazione dell'Universo.
Di questa mappa eccezionale parlera' oggi a Torino, nel corso di una conferenza di ESOF2010 dedicata all'origine dell'Universo, Reno Mandolesi, direttore dell'INAF-IASF Bologna e responsabile dello strumento LFI a bordo di Planck. ''La CMB, che riusciamo a intravedere dietro il velo di foschia della galassia, e' la prima luce dell'Universo. Giunge a noi - ha spiegato - direttamente dalla sua infanzia, dopo aver viaggiato per circa 14 miliardi di anni. Le sue strutture granulari, le anisotropie, ci raccontano di una fase primordiale chiamata inflazione cosmica, che ebbe luogo una frazione di secondo dopo il Big Bang. Durante l'inflazione, il volume dell'Universo si e' espanso improvvisamente di oltre 40 ordini di grandezza (dunque, non di 40 volte, bensi' di un numero di volte inconcepibilmente grande: un 1 seguito da 40 zeri), 'stirando' le fluttuazioni quantistiche e 'traghettandole' dal regno microscopico a quello macroscopico.
Quelle fluttuazioni sono esattamente cio' che vediamo nella mappa di Planck''.
''La CMB, dunque, ci parla della fisica dei primissimi istanti dell'Universo, e di energie migliaia di miliardi di volte superiori a quelle che possono essere raggiunte - ha proseguito Medolesi - dagli attuali acceleratori di particelle, come LHC. A innescare l'espansione inflazionistica e' stata una 'particella misteriosa', l''inflaton': stando a numerose teorie, l'inflaton puo' essere collegata al meccanismo di Higgs e al relativo bosone, la cosiddetta 'particella di Dio', responsabile della creazione della materia cosi' come la conosciamo. Credo che arrivare a esplorare i fondamenti della materia attraverso un esperimento di astrofisica, come sta facendo Planck, sia un risultato straordinario del pensiero umano''. (AGI) -
Autore e credits autore:
di AGI News On []
Fonte, data e link originale della notizia:
AGI News On del 5 luglio 2010 [http://www.agi.it]
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