Steve Jobs, il genio venditore di Apple
Un alternativo o un nuovo monopolista? Il mondo si divide sulla figura di Steve Jobs. Nessuno discute l'enorme successo delle ultime creazioni della Apple: Ipod, Iphone, Ipad. C'è chi ritiene che aprano all'umanità delle nuove frontiere e chi, invece, pensa che siano frutto di strepitose operazioni di marketing. Sicuramente si tratta di un fenomeno del nostro tempo...
Parallelamente alla storia di Bill Gates e di Paul Allen con Microsoft, il mondo dei Computers conobbe anche quella di Steve Jobs e di Steve Wozniak. Il primo, mente imprenditoriale e affarista e il secondo, genio dell'elettronica, con una infinita passione per i computer e con il desiderio di arrivare a costruirne uno tutto per se, furono i fondatori di una delle aziende più importanti della storia dell'informatica, la Apple.
Agli inizi del 1974 Steve Jobs lavorava come disegnatore di video game alla Atari Inc., un'azienda pioniere nella creazione di giochi arcade. In autunno iniziò a frequentare gli amici del "Homebrew Computer Club" ("il club degli amici del computer auto costruito") di Palo Alto, California (Silicon Valley) e qui conobbe Steve Wozniak. Jobs, a differenza di Wozniak, non era interessato a creare circuiti elettronici e non era un buon ingegnere, i suoi occhi erano puntati sulle possibilità del mercato e così riuscì a persuadere Wozniak a lavorare con lui per costruire dei nuovi personal computer. Così i due disegnarono il computer Apple I nella camera da letto di Jobs e ne costruirono un prototipo nel garage dei genitori. L'Apple I era montato in una scatola di legno e l'intera motherboard era costruita attorno al microprocessore 6502, il più economico che Wozniak fosse riuscito a comprare.
La leggenda vuole che il nome Apple nacque da un'idea di Jobs che prendendo in mano una mela avrebbe detto: “Se non avremo un'idea migliore nei prossimi cinque minuti chiameremo la società come una mela”.
Jobs mostrò la nuova macchina ad un raduno di rivenditori di apparati elettronici della zona, che gliene ordinarono un discreto numero di esemplari. In seguito a ciò si sentirono molto stimolati dall'idea di costituire una società che producesse e vendesse personal computer. Per avviare l'attività, però, dovevano procurarsi dei fondi, perciò Jobs vendette la sua Volkswagen e Wozniak la sua calcolatrice scientifica Hewlett-Packard, ricavando 1.300 dollari. Tuttavia nessuna grande azienda informatica era interessata e coinvolta all'epoca, alla realizzazione di piccoli computer, né IBM, né HP o Honeywell o DEC. Così Steve Jobs che aveva il bernoccolo degli affari e desiderava portare il computer al dì fuori del pubblico degli hobbisti, rivolgendosi a un mercato che desiderasse un prodotto finito e funzionante, immaginò una scatola di plastica, con tastiera e monitor, creando il design del personal computer.L'importanza che Jobs dava al design tracciò lo stile della Apple in tutta la sua evoluzione ed ancora oggi è elemento distintivo rispetto ad altri personal computer.
A tal proposito nacque l'Apple II, un PC capace di visualizzare immagini a colori e ciò ispirò Rob Janov per la realizzazione del logo aziendale: una mela a sei colori con un morso sul fianco.
In questo periodo le vendite dell'APPLE II andavano molto bene tanto da incrementarsi e raggiungere un milione di esemplari in 5 anni. Il suo primo sistema operativo si chiamava semplicemente DOS, che negli anni '80 venne sostituito dal più moderno proDOS. L'architettura aperta del computer e la documentazione dei suoi componenti, fornita con un esauriente manuale, raccolsero il consenso di molti utilizzatori. Anche anche società seguirono l'onda Apple e iniziarono a sviluppare, chi schede di espansione, chi giochi, chi software come il foglio di calcolo Visicalc e diverse altre utility. Così l'Apple II conquistò un posto d'onore nelle case, nelle scuole ed anche negli uffici.
Nel 1979 Steve Jobs vide il lavoro che i programmatori del Palo Alto Research Center (PARC) della Xerox stavano portando avanti: una interfaccia per computer interamente grafica controllata da un mouse, che muoveva un cursore su uno schermo ad alta definizione. Jobs decise che la Apple avrebbe prodotto un computer sofisticato, forse multiprocessore, che inglobasse le novità del PARC. Ne derivò un prototipo chiamato Lisa. Ma mentre si procedeva allo sviluppo di Lisa, Steve Jobs continuò a guardarsi attorno per trovare qualcosa di diverso da fare in casa Apple e si affianca a Raskin che aveva in corso un progetto per un piccolo computer poco costoso e semplice da usare. Lo aveva battezzato "Macintosh". Era un progetto che Raskin studiava dal 1980, inseguendo il suo sogno di realizzare un nuovo computer veramente facile da usare. Quando Steve Jobs scoprì il progetto, letteralmente glielo strappò di mano pretendendo che venisse utilizzato lo stesso processore Motorola 68000 che stavano usando per Lisa e che fosse realizzata un'interfaccia altrettanto facile come quella allo studio nell'altra divisione, esigendo che ne derivasse una soluzione meno costosa e meno ingombrante, pur facendo le stesse cose.
Così, mentre il progetto Macintosh procedeva in tono quasi piratesco e con molte meno risorse economiche e pochi progettisti, Jobs impose anche la sua idea che questo computer, contrariamente agli Apple costruiti sino allora, dovesse risultare completo di tutti i dispositivi e sigillato nel suo contenitore. Una macchina, insomma, che il compratore doveva portare a casa, accendere e vederlo già funzionare.
Il successo di Macintosh infatti fu indiscutibile; una macchina completamente diversa da tutto ciò che era ed è in circolazione. Questa peculiarità la famiglia dei Macintosh la conserverà per molti anni a venire, diventando in modo incontestabile la macchina prediletta dei grafici e dei compositori editoriali, ma non solo.
Contrariamente a tutti gli altri personal computer, Macintosh però è una macchina chiusa; utilizza un hardware proprietario, un suo sistema operativo concepito ad oggetti e una serie di programmi e linguaggi di sviluppo completamente autonomi dagli altri computer. Persino la scrittura su dischetti floppy non risulta compatibile. Questa caratteristica proteggerà APPLE, ma la penalizzerà per molti anni, fino a quando sentirà anche lei la necessità di aprirsi al resto del mondo, consentendo lo scambio delle informazioni.
Nel 1985, però, Macintosh costava troppo e si vendeva molto meno del PC IBM, mentre erano in calo anche le vendite di Apple II. Apple corse ai ripari con la creazione dei: Apple III plus, Apple IIc, Macintosh Plus e un OpenMac.
Dal canto suo Steve Jobs portava avanti il suo progetto di macchina chiusa e pronta all'uso, con due prototipi, BabyMac e BigMac. Ciò lo portò in collisione con il progetto di Macintosh Plus, e infine al suo allontanamento dall'azienda. Jobs avrebbe portato avanti il progetto di BigMac in una nuova azienda, la NeXT Computer.
Nel 1990 il mercato dei PC compatibili IBM è ormai saturo, mentre i computer di tipo Mac continuano ad essere venduti solo dalla Apple, perchè non clonabili, Microsoft rilascia la versione Windows 3.0, che può girare su qualsiasi clone al mondo ed Apple inizia ad avere guai seri. Ma ad ottobre lancia una nuovo modello di Mac, denominato Macintosh LC, dove "LC" sta per Low Cost (basso costo, il prezzo risultò abbastanza abbordabile con i suoi 2.400 dollari), pensando così di far fronte al travolgente mercato dei pc DOS/Windows. Il declino fu inarrestabile, per oltre quattro anni la Apple continuò a registrare perdite su perdite. Neanche l'arrivo nel 1994 della linea di personal, i Power Macintosh, basati sul nuovo processore PowerPc (sviluppato da Motorola e IBM, in grado di garantire prestazioni superiori ai personal basati sui processori Intel) riuscì nell'intendo di risollevare l'azienda. Bisogna aspettare il 1996, quando fu chiesto a Spindler di dimettersi e al suo posto fu chiamato Gil Amelio, ex presidente di National Semiconductor. Amelio si fa in quattro per riportare in nero Apple e decide di spaccarla in sette: ogni divisione sarebbe stata responsabile delle perdite o dei propri profitti.
Sebbene nel primo quarto del 1996 si registrassero ancora perdite per 740 milioni di dollari, già nel secondo quarto queste si erano ridotte a 33 (facendo rimanere di stucco gli analisti di Wall Street). Addirittura nel terzo quarto si registrarono profitti per 30 milioni, ancora una volta prendendo in contropiede gli analisti. Nel Dicembre 1996 ci fu un altro annuncio sconvolgente: per 400 milioni di dollari, la Apple avrebbe acquistato la NeXt Computer di Steve Jobs, e quest'ultimo sarebbe ritornato nuovamente "a casa". L'acquisizione era mirata a implementare la tecnologia NeXtstep nel Rhapsody, il OS di nuova generazione che sarebbe uscito nel 1998. Tuttavia nel 1997 la Apple annunciò le dimissioni di Amelio dopo un altro quarto oberato da debiti. Amelio aveva portato innumerevoli miglioramenti alla Apple ma c'era la sensazione che non potesse fare di più.
Intanto in Apple c'erano da prendere numerose e stringenti decisioni e Jobs rientrato al comando era l'uomo giusto. In occasione del MacWorld di Boston, dell'Agosto 1997, furono annunciati una serie di cambiamenti sostanziali:
- nuovo consiglio di amministrazione
- nuova campagna commerciale, molto aggressiva; nuovi modelli di Mac e nuovo OS, il Rhapsody
- accordo con la Microsoft per portare a soluzione l'annosa questione di chi aveva rubato la GUI all'altro. Microsoft avrebbe pagato alla Apple una non meglio definita somma di denaro come compensazione di aver copiato l'interfaccia grafica dei Macintosh
- disponibilità per la fine dell'anno di Office 98 per Mac.
Altro cambiamento nella strategia commerciale di Apple, sempre secondo Jobs sarebbe stato quello di venderei Mac direttamente: sia per telefono che via web; annunciando anche l'uscita di due prodotti nuovi: i PowerBook e i PowerMac, basati sul processore G3 della Motorola. L'Apple Store divenne, nel giro di una settimana, il terzo sito per la vendita on-line della Rete. Nell'anno successivo vennero presentati: un nuovo Macintosh Server G3, un Power Macintosh G3 All-in-one, un PowerBook anch'esso serie G3 e il nuovo rivoluzionario iMac.
Al MacWorld di San Francisco del Gennaio 1998 Jobs annuncia il primo quarto positivo per 44 milioni di dollari. Le cose stavanno tornando a marciare nel verso giusto. La conferma verrà dal resoconto di Aprile sul secondo quarto: utili per 57 milioni, eclissando in questo modo anche le più rosee previsioni degli analisti. Ma la fase fortunata della Apple non cessa di avanzare: nel Luglio si registra il terzo quarto consecutivo in positivo, ancora una volta sbaragliando le previsioni degli analisti. L'iMac è il più venduto personal computer della stagione e in autunno Jobs annuncia il quarto quarto in attivo, rendendo così il 1998 completamente vincente.
Nel 1999 fa la sua comparsa anche la serie Power Macintosh G4, con grafica AGP e PCI ed un nuovo stile molto accattivante, come nelle migliori tradizioni di casa Apple, e continua l'anno successivo con l'uscita dell'iBook.
Nel 2003 la Apple presenta il nuovo sistema operativo Mac Os X 10, che con oltre 100 nuove funzionalità punta a strappare un buon numero di clienti al rivale Windows, prodotto da Microsoft. Il resto è storia attuale... con imac, ipod, iphone e ipad.
Autore e credits autore:
di Gregorys.it []
Fonte, data e link originale della notizia:
Gregorys.it del 12 giugno 2010 [http://www.gregorys.it/informat/microsoft/apple.htm]
Immagine, credits e fonte:
Vedere indicazioni precedenti e
DISCLAIMER del presente sito. [http://arkanoid64.wordpress.com/2009/11/14/is-nintendo-losing-its-touch-to-apple-part-one/]
Copyright: Tutti i diritti riservati all'autore e all'editore della notizia e all'autore e/o all'editore dell'immagine/i o della fotografia/e utilizzata/e (ritagliata/e, ridotta/e e degradata/e), come indicato.
Vale quanto contemplato nel
DISCLAIMER del presente sito web, senza scopo di lucro, di esclusivo carattere scientifico/didattico e non ad uso commerciale.
Iscriviti per ricevere automaticamente avvisi di Google Alert, inviati tramite posta elettronica, quando online su Google compaiono degli articoli pubblicati da Elio Del Biaggio, presente in Google News come Editore (Publisher) da gennaio 2009.
Condividi questa pagina Web con amici e conoscenti sul tuo "social network" preferito o inviala per E-Mail
Ritornare alla home page di Elio Del Biaggio www.eliodelbiaggio.ch