Facebook è al suo tramonto? Sì, no, forse...
Sembra essere in campana il social network più famoso e discusso degli ultimi tempi. Si parla di Facebook che con i suoi 400.000.000 di iscritti potrebbe essere definito il "king of network". Ma qualcosa sta cambiando: sempre di più infatti gli utenti insoddisfatti o che attendono l'arrivo di un sostituto...
Facebook potrebbe avere davanti a sé un futuro non troppo roseo. Addirittura molti dei suoi attuali fruitori ne intravedono la fine. Ma come può un social network che oggi conta più di 400 milioni di iscritti, dissolversi come una bolla di sapone? Sopravvalutando sé stesso.
Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha commesso un grave errore, credendo che la sua creatura fosse inattaccabile e insostituibile, nel definire il concetto di privacy "obsoleto" e non di primaria importanza. Dichiarazione che a gran parte della popolazione facebookiana non è andata giù, anche perché, per dirla tutta, il sito di condivisione espone con troppa leggerezza i dati personali dei suoi iscritti, anche alla ricerca effettuata con Google.
Le impostazioni di default tendono inoltre a diffondere il più possibile dati e immagini degli utenti, mentre chi vuole arginare la loro diffusione e accessibilità, deve districarsi fra voci, menu a discesa e segni di spunta da lasciare qua e là. Insomma, la pazienza ha un limite e quella che fino a qualche mese fa era la piazza virtuale più ambita e inarrestabile della Rete, oggi può definirsi "sotto attacco".
Si fa un gran parlare in Internet della nascita di un nuovo spazio di aggregazione virtuale, Diaspora, simile a Facebook nello spirito, ma concepito per tutelare al massimo la privacy di chi deciderà di farne parte. Basato sulla filosofia Open Source, nasce dall'idea di quattro studenti universitari di New York che attraverso il sistema delle donazioni libere, hanno raccolto più di 170.000 dollari da dedicare alla causa. Anche se ancora non se ne conoscono i dettagli, Diaspora offrirà a ciascun utente un server personale dove depositare i propri dati, senza la necessità di condividerli con un server centrale.
Il sito quitfacebookday.com è un altro segnale di insofferenza collettiva. Qui si invitato tutti gli scontenti di Facebook a far parte di coloro che in data 31 maggio 2010 staccheranno il cordone ombelicale che li lega alle pagine blu. Al momento conta poco più 4.000 adesioni, un numero trascurabile se confrontano con la popolazione di Zuckerberg.
Non è, in conclusione, facile stabilire se l'attuale malcontento sarà sufficiente a destabilizzare Facebook o se i 400 milioni di utenti che (quasi) quotidianamente ne fanno uso, rappresenteranno l'arma in più della sua invincibilità.
Autore e credits autore:
di Paolo Pierini []
Fonte, data e link originale della notizia:
PC Wolrd Online del 18 maggio 2010 [http://www.pcworld.it]
Immagine, credits e fonte:
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