Umberto Eco: il futuro della memoria, l'anima e il web 'idiota'
Nel web "c'č quello che vi mettono insigni studiosi come quello che scrivono i peggiori cretini, ci sono i negazionisti e i testimoni del lager, e questa massa di informazioni ci impedisce di capire subito cosa conservare e cosa no"... a dirlo il celebre scrittore, filosofo e professore Umberto Eco...
"Il web, capace di ricordare tutto, č idiota", ha affermato Umberto Eco, in apertura del suo discorso su 'Il futuro della memoria' al Salone del libro di Torino di metā maggio, protagonista di un incontro coi lettori. Viviamo nell'epoca piu' carica di memoria di tutti i tempi, ma questo non semplifica, per Eco, anzi complica le cose, perche' il rischio e' di diventare come quel personaggio di Borges, Funes, che ricorda della sua vita ogni dettaglio, ma e' un idiota, proprio per eccesso di memoria.
La memoria infatti e' strettamente legata all'oblio, ha un senso quando e' selezione. La selezione della memoria segue vari percorsi, spesso misteriosi, come quando fa arrivare sino a noi alcuni tragici greci e non altri. Altre lacune sono invece causate da accadimenti naturali o umani: l'incendio della biblioteca di Alessandria, per esempio.
"Oggi e' diverso, si ricorda tutto e nel web - sottolinea Eco - c'e' quello che vi mettono insigni studiosi come quello che scrivono i peggiori cretini, ci sono i negazionisti e i testimoni del lager, e questa massa di informazioni ci impedisce di capire subito cosa conservare e cosa no, senza parlare del problema dei supporti. Abbiamo i piu' capienti, ma anche i piu' effimeri. Sappiamo che il papiro supera i 2000 anni, la carta a stampa i 500, ma nessuno sa quanto potrebbe durare un floppy disk, visto che non ci sono piu' strumenti per leggerli e cosi' sta accadendo con i Cd e, magari, presto con le chiavette usb. Del resto, cosa accadrebbe, se un black out o qualche incidente cancellasse i dati delle banche, se queste non li conservasse anche su carta?".
Per Umberto Eco bisogna cominciare a studiare come costruire e salvare "un'enciclopedia comune, condivisa e con dati corretti", perche' col web attuale il rischio e' che ognuno si costruisca la sua e un bel giorno nessuno possa piu' comunicare con gli altri.
"La memoria - conclude Eco, prima di salutare tutti con un semplice e ironico 'ricordatevi di noi' - soffre di tre malattie: l'eccesso di ricordi, l'eccesso di filtraggio, la confusione delle fonti. Malattie cui dobbiamo far fronte, se vogliamo tramandare qualcosa alle generazioni future e salvarci l'anima".
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Rainews24.it del 15 maggio 2010 [http://www.rainews24.rai.it]
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