Per allenare il cervello meglio Google dei libri
Una ricerca dell'Universita di Los Angeles dimostrerebbe che il cervello riceve più stimoli con le ricerche online che con la lettura di un libro...
Internet è meglio della lettura di libri se si vuole mantenere in forma il cervello. Anzi, è proprio Google a battere i libri. Sarebbe questo, in sintesi, il risultato di una ricerca pubblicata sul Journal of Geriatric Psychiatry - e richiamata in un lancio d'agenzia dell'ANSA-, nell'ambito della quale un gruppo di ricercatori dell'Ucla (University of California, Los Angeles) ha sottoposto persone tra i 55 e i 75 anni a due tipi di stimoli. In un caso è stato dato loro un libro da leggere, nell'altro dovevano fare delle ricerche su Internet. Secondo gli scienziato, gli stimoli al cervello risultavano superiori nell'attività di ricerca online.
Google, insomma, sarebbe un'ottima ginnastica cerebrale anche per chi, per esempio, per ragioni ereditarie o altri fattori di rischio, potrebbe ammalarsi di Alzheimer.
La ricerca desta naturalmente curiosità, poiché, letta superficialmente, infrange il tabù culturale che vuole i libri e la lettura al primo posto nella custodia del sapere e della nostra intelligenza.
Nell'agosto 2008, lo studioso Nicholas Carr scrisse un articolo [www.theatlantic.com/doc/200807/google] in cui si chiedeva se Google non ci stesse rincretinendo, basandosi su diversi studi e analisi che riguardavano la capacità di concentrazione e la nostra grammatica mentale. Secondo Carr, l'abitudine a disperdersi nei milioni di rivoli messi a disposizione della Rete sta cambiando il nostro cervello, riducendone la capacità di applicarsi, per esempio, a un testo dall'inizio alla fine e, invece, abituandoci a uno zapping mentale che impedisce il radicamento del sapere e una strutturazione solida della nostra conoscenza.
L'articolo fu naturalmente criticato, ma, tornando alla notizia da cui siamo partiti, non è ncessariamente in contraddizione con i risultati di ricerca della UCLA. Che fare ricerche su Internet sottoponga a molti stimoli è abbastanza evidente. Resta da capire come e quanto siamo capaci di organizzare questi stimoli.
Autore e credits autore:
di Attilio Varanini []
Fonte, data e link originale della notizia:
PC World Online del 27 gennaio 2010 [http://www.pcworld.it]
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