Fausto Tommasina
Fausto Tommasina, nato nel 1961 a Vira Gambarogno, sulla riva svizzera del Lago Maggiore, ha frequentato il Centro
Scolastico Industrie Artistiche di Lugano (CSIA), diplomandosi come grafico, professione che svolge fino al 1988.
Da allora di occupa esclusivamente di pittura e illustrazione nel suo atelier di Locarno, alternando viaggi e
periodi di formazione e di studio fra Francia, Indonesia e Indocina.
Come e più di numerosi altri artisti, non solo della sua generazione, lavora da isolato, nel chiuso dello studio a
pochi passi dal ponte sulla Maggia, tra Locarno ed Ascona. Lo spazio di vita e lavoro è un luogo di ritiro o
quasi, dentro il quale s'interroga e medita, affronta la tela bianca o il supporto di carta, su cui imprime segni
e colori. Il temperamento dell'ancor giovane artista ha questa allure solitaria: sembrano lontanissime le frenesie
che accompagnano la vita di molti suoi colleghi, intenti a conquistarsi visibilità e, in più casi, un improbabile
notorietà. Le preoccupazioni di Tommasina toccano però il capitolo della sopravvivenza materiale:vivere di pittura
non è facile. Ma la passione, la fede, la dedizione sono più forti di ogni altra cosa: la scelta è radicale. A
questa assolutezza non s'accompagna tuttavia un percorso espressivo lineare. La scelta di poetica non si è fin qui
focalizzata e precisata. I registri stilistici convivono: Tommasina li alterna, senza restringerne l'uso, ma
ricorrendovi a fasi sucessive. Più che sul terreno linguistico, gli elementi chiamati a dare continuità ai suoi
cimenti sono da individuare in alcuni "oggetti", per lo più organismi vegetali o animali. L'artista li scruta
nelle diverse fasi del loro ciclo, dalla nascita alla morte. Dal momento del loro fulgore a quello del declino,
fino alla loro consunzione. E forse, ci pare, in questo itinerario tra organico e disorganico, tra vita e morte,
lo soccorrono le varianti stilistiche: dall'oggettivazione quasi fotografica alla decostruzione informale. Quel
che di primo acchito può sembrare un evidente eclettismo finisce per trasformarsi in una esigenza espressiva che
corrisponde, almeno fin qui, alle interrogazioni del pittore di fronte alla condizione umana, alla natura, al
cosmo. Perché in fondo a questo processo, alla volontà di darne testimonianza con i mezzi pittorici, riffiora il
lungo, ineludibile e irrisolto rapporto con il mondo organico, e di questo grande e controverso capitolo Tommasina
tende, nel tempo, a coglierne i vari aspetti: da quelli naturali a quelli esistenziali.
(da una recensione del 2005 di Claudio Nembrini per Pangeart Bellinzona)
L'artista al lavoro...
... Fausto Tommasina alle prese con una sua opera
Interno giallo
2004
Olio e pastelli grassi su cartoncino
100 x 80 cm
Testa di ragazza
2004
Olio su tavola
40 x 25 cm
Presenza
2000
Olio e pastelli grassi su cartoncino
80 x 60 cm
Molo
2000
Olio e pastelli grassi su cartoncino
40 x 50 cm
Imbarcazione
2001
Olio su tela
50 x 80 cm
Paesaggio con fiume
2001
Olio su tela
80 x 100 cm
Visione prospettica
2003
Olio e pastelli grassi su cartoncino
80 x 100 cm
Interno in Via Bastoria
2000
Olio su tela
80 x 100 cm
Stelle
2004
Polittico, olio e pastelli grassi su cartoncino
37 x 44/1 cm
Visione serale
2004
Olio e pastelli grassi su cartoncino
80 x 100 cm
Sul tavolo
2005
Carbone su carta
50 x 70 cm
Orizzonte
2005
Carbone su carta
50 x 40 cm
Erosione
2005
Carbone su carta
50 x 70 cm
Notturno
2005
Carbone su carta
50 x 40 cm
Paesaggio
2005
Carbone su carta
50 x 70 cm
Per maggiori informazioni, contattare direttamente l'artista al numero telefonico +41 (0)79 294 29 22
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