Fabio Strafforello
Chi si trova in mezzo al mare, non avendo a disposizione mezzi ad elevata tecnologia per trovare la via che lo conduce a destinazione, fa riferimento alla posizione delle stelle e del sole... così è nato il mio progetto.
Vedo tanta sofferenza nell'uomo moderno.
Questo libro nasce dalla necessità di lasciare ai miei figli una sorta di guida spirituale, argomenti di vario genere sui quali interrogarsi e tramite i quali poter scoprire e raggiungere la cosa più importante che giace nell’essere umano: la pace interiore.
Aprire la porta della propria interiorità e scoprire un mondo di straordinaria ricchezza… nulla di definito... ma il vero "corpo dell'uomo". Scoprire se stessi per approdare agli altri, costruire con l'essenza degli spiriti una sorta di intreccio... è l'apice dell'umana felicità. Auguro naturalmente ai miei figli, ma anche a tutti quanti abbiano necessità o desiderio, di approdare in questo luogo incantato che vive dentro di noi, una sorte di Paradiso terrestre!
Ho visto uomini imprigionare la propria anima, come se ad essa non fosse concesso di parlare… soffocarla dentro di te renderà la tua vita più difficile di quel che è!
(estratto dal libro di Fabio Strafforello, "Pensieri senza tempo", 2009)
Chi ha pensato questo libro, interamente in tutte le sue parti, si chiama Fabio Strafforello, nato ad Imperia il 25 marzo 1962 e residente in quel di Dolcedo nella frazione di Bellissimi,
dipendente della Riviera Trasporti da circa 20 anni, in funzione di conducente di linea.
Felicemente sposato da 18 anni con Paola, ha due figli: Giulia e Lorenzo e una cagnolina di nome Sofia ben integrata negli affetti famigliari.
Il contenuto di questa stampa è di circa 350 aforismi riguardanti l'interiorità dell'uomo, il senso della vita, il senso della fede e 6 frammenti di lettere mai inviate. In queste ultime l'autore ha voluto mettere in evidenza i contenuti delle lettere stesse e non la loro destinazione, avendo cura di lanciare dei messaggi percepibili da tutti.
Il mio primo libro... i miei pensieri
I miei primi scritti risalgono a circa trenta anni fa, scrivevo poesie, massime, ricerche sulla psicologia dell'uomo etc. Dopo circa venticinque anni ho riaperto la porta della mia interiorità, ed ho scoperto con meraviglia che avevo tante cose da dire, tante sensazioni buttate li dentro... in quel pozzo profondissimo che è l'animo umano. Questo mio libro nasce dalla necessità e dal desiderio, di lasciare ai miei figli una sorta di guida spirituale per la vita. Il percorso del libro è stato interamente pensato da me: contiene una introduzione che risale al 1979 e una poesia di quel tempo, di seguito vi è una dedica ai nonni, con i quali sono cresciuto e poi una introduzione del luglio 2008, quando ho ritrovato le mie sensazioni. Si passa quindi alla frase di apertura (che sarebbe da approfondire a lungo) e quindi ai pensieri, alternati a frammenti di lettere da cui, tra le righe, si possono cogliere diversi messaggi. Si tratta di un libro che raccoglie le sensazioni interiori dell'uomo, tradotte poi in stati emozionali forti, in frasi flash, così da trasmetterne l'energia. E’ un libro che contiene la religiosità della vita, in una veduta planetaria dell'uomo e in una veduta profonda di se stessi. Credo che mai come ora l'uomo abbia bisogno di ritrovare se stesso, la vera struttura del suo essere. Si può trovare in esso lo stimolo alla riflessione, rispolverando la necessità di re-incontrarsi, a vedere voi stessi e gli altri con occhi nuovi, andando oltre l'apparenza delle cose e trovando comprensione nel senso profondo dell'uomo. Verso la fine del libro si trova, dopo i pensieri, una prima frase di riassunto Sono frasi di tempo scritte col dolore dell'umanità, un fuggire dell'uomo che spera di conoscere il paradiso... "Signore non abbandonare queste anime". E una frase di chiusura: Deponi un seme nel tuo giardino, un seme buono, non tutti i fiori sbocceranno alla vista dei tuoi occhi. Questo per dare speranza al nostro fare e per dare il senso della continuità alla vita. I giovani sono la parte centrale di questo progetto, in loro vedo la maglia debole della continuità alla vita, in un procedere inesorabile verso l'alienazione dei valori più semplici e dei riferimenti di cui l'uomo ha bisogno per guardare avanti. La velocizzazzione degli eventi, crea la virtualità della vita umana, vissuta dal nostro animo come una sorta di vuoto interiore, come un abbandono dei riferimenti di semplicità e quindi un cadere nel vuoto senza appigli. L'uomo ha bisogno di tempi lunghi per adattarsi ai cambiamenti, così da poter trovare quello che ha lasciato, tanto da poter colmare il vuoto esistenziale che lo compone che è la parte essenziale di ogni essere umano, che non si può colmare con un susseguirsi di avvenimenti scarsi di interiorità. Nella parte finale dell'ultimo secolo e all'apertura del nuovo, si è voluto trasmettere all'uomo il concetto dell'oblio della morte e del dolore, (forse perché all'economia globale non serve soffermarsi a piangere sui nostri disagi) credo che il tentativo individuale e ancor peggio collettivo, di buttarsi alle spalle i contenuti del disagio umano non migliorino il livello di pace interiore e anzi, ne aggravino ulteriormente le difficoltà di comunicazione e quindi di comprensione. Altri temi centrali di questo libro sono l'egoismo dell'uomo, il suo trasformarsi, così da potersi nascondere là dove pensa di trovare un po' di riposo. In questa società molto selettiva (i parametri di valore sono la bellezza, la furbizia, la forza, l'intelligenza, la scaltrezza,...) si sta creando come una sorta di selezione, dove i meno fortunati assumono un ruolo marginale della società e dove fanno da base a chi li sovrasta. Proprio degli Ultimi vorrei parlare: è in loro che ho trovato una carica emozionale straordinaria, contenuti di semplicità e di calore umano, così da riempire il cuore, è a loro che dedico la parte più emotiva di me stesso, auspico per loro una sorta di riscatto da poter consumare fra le braccia dell’amore.Vedo nell’identità individuale la via di salvezza dei nostri pensieri, un trasmettere di ricchezza interiore… non serve vivere l'universo quando non sai amare te stesso e gli altri, è come una sorta di prova alla scoperta di un paradiso terrestre, negato all’uomo da se stesso. La domanda più ricorrente che mi sento rivolgere è questa: perché parli della sofferenza dell’uomo? La realtà della felicità è soggettiva e temporanea, tranne per quei casi in cui si sia scelto il dolore come gioia della vita. Vive dunque in ogni uomo un valore di sofferenza più o meno profondo e sempre soggettivo.
La felicità, quella artificiosa, è facilmente acquistabile ed è facile condividerla; non è invece facile trovare chi voglia accettare il nostro dolore, altresì non è facile per noi stessi accettarlo e conviverci.
In una società in cui l’apparenza riveste un ruolo primario e dove il valore centrale delle cose è il possesso materiale delle stesse, il tutto ricade pesantemente sulla nostra interiorità; sembra quasi che buttare tutto dentro di noi sia la soluzione a tutti i nostri dubbi esistenziali. Se mi si parla delle bellezze del mondo, della straordinarietà della vita, dell’interiorità dell’uomo, della dirrompenza della natura o ancor più della presenza di una sorta di amore universale, allora i nostri pensieri si stringono in una trasporto di energie. Questi sono alcuni degli argomenti trattati nel mio libro, sui quali poter fare tante parole, ma non credo che questo servirà a cambiare nulla. Forse un giorno vi dirò che cosa vedo nel dolore di questo uomo, proiettato nell’oblio del futuro.
(Boeri, Italia, 24 giugno 2009, di Fabio Strafforello)
Pensieri senza tempo (la voce silenziosa dell'uomo) (2009)
Tratto dal libro pensieri senza tempo, commento una frase che lo compone, cercando di ampliarne il significato.
Il nostro tempo va...
Fuggi e torni nei luoghi della tua vita, ti interroghi, così percorri te stesso. Il nostro mutare rende diverso il nostro sentire.
E' uno sguardo rivolto alla centralità dell’uomo, nella sua fisicità ed interiorità che lo compongono, come un’entità unica e straordinaria.
L’uomo che, nel suo percorso di evoluzione fisica, si contorna di componenti psicologiche e spirituali, in un condizionamento tale da creare un legame stretto fra la materia e gli stati d’animo. In questo percorso, quello che prima appariva in un modo certo, appare poi in un modo diverso. Con l’andare del tempo e quindi della nostra vita, abbiamo cercato di costruire noi stessi, talvolta in un percorso difficile, fatto di grandi incertezze e di grandi paure. I nostri ricordi… alcuni ci appaiono in modo esplicito, altri ce li portiamo dentro silenziosamente, ma proprio questi condizionano il nostro agire.
Un uomo per essere tale, deve resistere alla coscienza di se stesso, a quanto egli sia fragile e soggetto al dubbio del proprio pensiero. Talvolta è la natura stessa che ci viene in aiuto, creando uno stato di semi-incoscienza, pensate alla speranza, a quanto essa può essere determinante per un essere umano, così da traghettarlo oltre la crudeltà del mondo reale. Il tempo non appartiene all’uomo, cerchiamo di impossessarcene misurandolo alla nostra maniera… è come un elemento soggettivo che sfugge dalle nostre mani, così che neppure di fronte ad uno specchio, a volte, siamo in grado di coglierne il nostro passare. E’ nelle necessità dell’uomo voler guardare avanti, per scoprire il cielo, è nelle necessità di ognuno di noi, ricordare il passato per capire dove siamo finiti nel tempo attuale. Ritornare indietro nel tempo, è un modo per cercare una spiegazione alla nostra vita, a quanto fosse giusto il nostro pensare e il modo di vedere le cose, il perché delle nostre scelte, i nostri rimpianti e il modo nel quale siamo cambiati. E’ parte delle debolezze dell’uomo, trasformare i dubbi in certezze, tanto che nel desiderio di non arrendersi mai, l’uomo pone sempre la speranza come elemento centrale di sostegno alla vita. Il nostro corpo cambia ed ora vedi e senti cose che una volta non ti erano consentite, così che la strada che da bambino percorrevi tutta d’un fiato, ora la devi affrontare in modo diverso. Riuscire a cogliere come un’ opportunità quello che prima ci appariva negativo… arriveremo ad amare perfino quello che odiavamo! Collocare il nostro sentire nel tempo, nella relatività delle certezze e dei pensieri dell’uomo, in un cammino alla ricerca del senso della vita o per trovare un senso al non senso della stessa e così alla sorda accettazione dei suoi eventi. Quindi l’uomo come elemento centrale di se stesso, da collocare nel tempo e nello spazio della sua esistenza, nella assoluta relatività delle sensazioni ed emozioni, nei dubbi di quello che non scoprirà mai… ma come illusione anestetica alle paure della nostra esistenza.
(Fabio Strafforello, 23 agosto 2009)
La verità del sentire (2010)
"La verità del sentire" edito dal Centro Editoriale Imperiese che segue, sempre per i tipi del Cei,"Pensieri senza tempo" dello scorso anno che ha ottenuto un buon successo di vendite e di critica. Dopo il felice esordio con "Pensieri senza tempo" del 2009, nel quale Fabio Strafforello aveva riscoperto il dolore e l'affanno dell'uomo, prosegue ora il cammino letterario con «La verità del sentire», il nuovo libro dove cerca di dare continuità al suo pensiero e lo sviluppa nello spessore dei contenuti. Da circa vent’anni autista di linea sugli autobus della Riviera Trasporti, Fabio Strafforello, quarantottenne di Bellissimi di Dolcedo, coltiva la vocazione a riflettere sui valori dell'esistenza e a tradurre poi le sue considerazioni in aforismi profondi e incisivi.
Alcune delle recensioni pubblicate su Fabio Strafforello e i suoi libri
Recensione della Dr.ssa Franca Rambaldi sul libro "Pensieri senza tempo" [PDF]
Recensione della Dr.ssa Franca Rambaldi sul libro "La verità del sentire" [PDF]
Recensione del Prof. Gian Gabriele Benedetti sul libro "La verità del sentire" [PDF]
Recensione di Bartolomeo Di Monaco sul libro "La verità del sentire" per www.rivistaparliamone.it [PDF]
Commenti del Prof. Gian Gabriele Benedetti:
1. Apprezzo e condivido la pacata saggezza e la grande umanità che traspaiono vivide da questa pagina. In un'epoca in cui si assiste alla caduta di valori, ritrovare tale chiarezza di animo e siffatta limpida forza di intenti, non può che farci capire felicemente che, nonostante tutto, esistono il bene, l'onestà del procedere, la sacralità della coscienza, il significato vero della famiglia, il senso alto di responsabilità, la sana spiritualità, i sentimenti più nobili... Profonde implicazioni esistenziali emergono dai sapienti e gustosi aforismi, che mi fanno tornare in mente quanto ebbe a dire Karl Kraus: "L’aforisma non coincide mai con la verità: o è una mezza verità o una verità e mezzo". Qui si raggiunge decisamente una verità e mezzo. (27 luglio 2009)
2. Vorrei ripetere qui quanto ebbe a scrivere La Bruyère: "Quando una lettura eleva il vostro spirito e vi ispira sentimenti nobili e coraggiosi, non cercate un'altra regola per giudicare l'opera: è buona, è fatta da mano maestra".
Credo che tale pensiero si addica al lavoro qui sentitamente presentato, lavoro che scaturisce da un discorso onesto, all’ombra di un pensiero onesto e di una visione chiara della vita. La parola ha, quindi, un senso e propone spazi per approfondimenti interiori. (25 agosto 2009)
Per maggiori informazioni contattare direttamente l'autore, Fabio Strafforello:
E-Mail
strafa26-06-1961@hotmail.it
La persona di contatto presso la casa editrice è la signora Emilia Ferrari di Imperia (Italia), no. telefono 0039 0183 290584
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