Athos Dell'Ambrogio
Athos dipinge paesaggi per poter giocare a nascondino dentro un perenne mondo agli esordi. Si immerge ed evoca paesaggi anacronistici che esistono nella fantasia del sognatore. Sono paesaggi al limite del reale, un "territorio virtuale verosimile" alla ricerca infinita di un'orizzonte senza fine. Territori che esulano dalla riflessione dell'iperrealismo poichè entrano nella dimensione dell'impossibile. Paesaggi che esistono nel futuro solo perchè sono dipinti. Paesaggi di un passato perduto. Paesaggi che evidenziano - per contrasto con le immagini televisive del reale - una conduzione del mondo idiota e assassina. I dipinti "d'Athos" accentuano i disastri del ladrocinio perpetrato dall'uomo verso la natura e creano un epitaffio per la tomba dei sogni. La pittura ed il disegno si fondono in una coscienza che non ammette sbagli di sorta. I colori sognano un sogno perpetuo e si fondono in immagini che interrogano il senso della natura, mettono a nudo i valori dell'esistenza. I valori cromatici sono stesi in posizioni che per addizione o sottrazione esortano la luce ad esserci. Paesaggi dove invisibilmente vivono storie d'amore e drammi, dove la poesia feconda i versi che recitano i passaggi delle stagioni, la potenza degli uragani, il mistero del crepuscolo, lo splendore dei tramonti, i silenzi dell'alba. Athos osserva il paesaggio e ne trae dei sentimenti per rendere la serenità allo sguardo, ciò che la drammaticità dell'attuale momento storico toglie sparando nel campo visivo immagini di morte e disperazione. I paesaggi di Athos indicano una riflessione che presuppone un salto dentro la pittura allo stato puro e un'appartenenza allo spettro dei colori. Athos dipinge dentro la materia estraniandosi dal tempo reale e assumendo il silenzio dell'atmosfera e l'assenza della figura umana. Dentro i suoi dipinti c'è lui in assoluto. Assoluto come coinvolgimento nell'assenza di figure e come presenza del vuoto. I dettagli meticolosi della natura si mettono a disposizione per una rappresentazione pittorica che si autorizza a riscrivere una geografia onirica, nella quale ci si potrebbe abitare come ai primordi dell'umanità. Nei quadri "d'Athos" si vedono le sonorità e si ascoltano le visioni in un modo quasi religioso, inteso come rispetto del creato. Dal segno schizzato e studiato dal vero, Athos ridisegna con la materia soffice del colore luoghi non luoghi, orizzonti che si perdono oltre il punto di fuga, alberi che risplendono di luce propria, acque che riflettono lo scorrere del tempo, nebbie che avvolgono lembi di terra e sfumano i toni in filtri per i pigmenti del colore. Alcuni suoi dipinti colorati in bianco e nero portano lo sguardo in una dimensione del mistero, si sentono le voci bisbigliate degli alberi che intonano una colonna sonora con lo scroscio delle cascate dei torrenti dalle impetuose acque. Il contrasto è speciale e spiazza il concetto del paesaggio inteso come rapsodia di colori. Il tutto si situa e penetra la dimensione della contemplazione.
(testo di Nando Snozzi, Bellinzona, giugno 2004)
Brissago
Olio su tela
Dimensioni: 97 x 129 cm
Senza titolo
Olio su tela
Dimensioni: 168 x 168 cm
Valle di Sementina
Olio su tela
Dimensioni: 128 x 168 cm
Sambuco
Olio su tela
Dimensioni: 97 x 129 cm
Trittico Gorduno
Olio su tela
Dimensioni: 50 x 70 cm
Doue **
Olio su tela
Dimensioni: 97 x 129 cm
Senza titolo
Olio su tela
Dimensioni: 59 x 105 cm
Remember Nicole
Olio su tela
Dimensioni: 90 x 100 cm
Senza titolo
Olio su tela
Dimensioni: 91 x 96 cm
Senza titolo
Olio su tela
Dimensioni: 78 x 100 cm
Work in progress..
Presentazione completata e aggiornata nel corso dei prossimi giorni con altre opere dell'artista!
Per maggiori informazioni:
contattare direttamente l'artista, Athos Dell'Ambrogio, per:
- E-Mail athos_d@mac.com
- Mobile +41 (0)79 627 89 07
Ritornare alla pagina principale "ARTE"