Anna Albertoni
Anna Aurelia Albertoni nasce a Bellinzona, il 6 settembre 1970.
A partire dai suoi quattro anni di età vivrà un'infanzia difficile, caratterizzata in parte dalla grave malattia del padre, e verrà affidata molto sovente alle cure di una zia materna.
Il carattere di Anna è sin dalla nascita molto fantasioso, malgrado le circostanze è ottimistico e comunicativo, per quanto molto sensibile e vulnerabile e sovente testardo ed irrequieto. Grazie ai tantissimi libri per bambini che sfoglia con passione, imparerà a leggere e scrivere in modo rudimentale circa un anno prima della sua entrata a scuola. Dalle bellezze naturali del giardino di casa sua trae spunto per scarabocchiare le sue prime brevi fiabe.
Ai difficili primi passi nella realtà del mondo che sono peraltro alternati da alcune parentesi felici, per Anna seguirà l'ancora più difficile periodo delle scuole elementari, durante il quale scriverà il suo primo romanzo di 122 pagine, "C'era una volta Virginie". Malgrado i costanti buoni risultati ottenuti in ogni disciplina, soffre molto per l'ostilità dell'ambiente circostante e la mancanza d'aiuto o comprensione da parte del corpo insegnante. La sua passione per la scrittura rappresenta per lei la più grande possibilità d'evasione in un mondo ed un ambiente nei quali si sente oppressa ed estraniata. Le piace spaziare nell'immaginario e mettere su carta ciò che la mente le racconta, ciò che provano i suoi sentimenti dirompenti, le piace inquadrare ogni singolo dettaglio e contenuto, ma anche tentare di "fondere il verbale" con ciò che invece è visivo, per non lasciar sfuggire su carta nemmeno un frammento d'immagine. La trama del racconto narra di una bambina francese che deve separarsi dai suoi genitori in seguito ad un incidente aereo, subisce un profondo trauma che le fa perdere quasi totalmente la memoria, fino a non poter ricordare nulla della sua "precedente" vita; un traghetto la porterà in Inghilterra dove verrà adottata da una nuova famiglia. Malgrado l'amnesia subita però, qualcosa in lei si muove dicendole che la sua vera dimora è un'altra, così partirà alla ricerca dei suoi veri genitori vivendo svariate avventure. Questo romanzo rimarrà per sempre nel cassetto di casa, dove risiede tuttora; Anna l'aveva scritto all’età di dieci anni e data la totale mancanza di aiuti esterni, non aveva saputo come procedere per una possibile pubblicazione.
Nei fragili anni adolescenziali delle scuole medie, il suo innato carattere positivo, solare e volonteroso verrà gradualmente deteriorato da costanti incomprensioni e litigi, e da brutali atti di violenza psicologica. Al posto della brillante e sorridente ragazza disponibile ad aiutare ed aperta verso il mondo esterno, apparirà una timorosa, taciturna, timida ragazzina malaticcia e piena d'inibizioni d'ogni tipo. La comunicazione era stata dapprima uno dei suoi innati punti forti, infatti da bambina sognava di diventare giornalista.
Dopo aver frequentato una scuola di Lingue e Commercio ed averne conseguito il diploma, lavorando a tempo parziale come correttrice presso un quotidiano locale, Anna scopre il suo talento per le lingue straniere, che ha a che fare in un certo modo con la sua vecchia dedizione alla scrittura, ma nondimeno con la sua ormai apparentemente sepolta facoltà di comunicare.
Così, dopo qualche breve soggiorno all'estero, s’iscriverà alla Scuola d'Interpretariato e Traduzione di Zurigo (Dolmetscherschule). In questi importantissimi e determinanti anni e durante il lungo soggiorno zurighese, Aurelia riuscirà a riemergere dal suo forzato ruolo d'imbavagliata e potrà ritrovare il suo vero "io", quello originale, insieme alla sua innata dedizione alla comunicazione. Il periodo zurighese segnerà per lei la svolta storica. Qui scriverà il suo primo romanzo pubblicato, "Prossima fermata: Paradiso", edito dalla casa editrice "Tracce", un vero invito alla tolleranza e collaborazione tra i popoli, una trama che tocca temi sociali e psicologici con riferimenti al conflitto israelo-palestinese. Il romanzo otterrà il Premio Speciale della Giuria all'Histonium 2008.
Poco dopo, sarà pubblicata dalle edizioni "Cannarsa" la sua prima raccolta di poesie, una silloge di dieci poesie intitolata "Spiragli d'Immenso", che fa parte della collana "i poeti dell'Histonium".
(Fotografia dell'autrice realizzata dal fotografo Milo Carpi)
"Prossima fermata: Paradiso"
(Recensione tratta dall'Antologia del Premio Nazionale Histonium 2008, "Sinfonia di colori" - Recensione dell'opera: "Prossima fermata: Paradiso", Aurelia Albertoni, Premio Speciale della Giuria, Histonium 2008, Edizioni Tracce, 2008 - Fotografia copertina del libro "Getto d'acqua di Paradiso, di Bruno Pellandini)
Cresciuto nel quartiere arabo di Gerusalemme, in "una zona periferica e piuttosto martoriata", il protagonista-narratore Ismael El-Faadl trova lavoro come guardia notturna presso una pensione di Zurigo. Lì conosce Sara, una cittadina svizzera che ha studiato scienze della comunicazione e che non ha un impiego fisso, una ragazza che si trova in uno stato di salute instabile, perché ha avuto un'infanzia difficile.
Sara crede nell'esistenza di dimensioni, erranti in un tempo condizionale, cioè di "universi paralleli", uno dei quali può chiamarsi semplicemente "Paradiso". Decide così di partire con l'amico Desiderio Grünenstein alla volta di Israele, per recarsi alla Casa del Silenzio, che sorge nel villaggio di Neve Shalom, un "Paradiso di piccola enclave" dove è regnata la pace per lunghi anni, mentre nei territori intorno si è scatenato l'inferno.
Ismael, su sollecitazione della direttrice della pensione, va ad incontrare Sara in quel luogo di silenzio. La trova assorta in preghiera, ma anche cambiata nelle sue riflessioni. Costei, infatti, deve ora ammettere che "la pace non è raggiungibile" e aggiunge con amarezza: "persino molti pacifisti mentono spudoratamente, si professano a favore della pace e in realtà fanno manovre politiche con l’altra parte in causa". È Desiderio a rincuorare Sara, che vorrebbe scappare con lui in un luogo dove c'è sempre la pace, dicendole: "Se la tua teoria degli universi paralleli è valida... non lo abbiamo già fatto da un pezzo? E in questo Paese non regna già la pace da non so quanti anni?"
Ismael, Sara, Desiderio. Il lettore è coinvolto nella vita di questi giovani: tre percorsi esistenziali contrassegnati dal dolore, dalla caduta di sogni e di illusioni, dalla solitudine; tre destini che si incontrano, si scontrano, si avvicinano e si allontanano, lasciando ciascuno solo con sé stesso per conoscersi e risolvere i propri conflitti interiori, fatti di frustrazioni, di disinganni, di senso di alienazione, in un mondo in cui tutti i valori sembrano crollati. Alla fine della narrazione, come nelle favole, il lettore se li ritrova maturati dalla sofferenza, in un afflato amicale che sa sconfiggere l'oscurità del dolore per farsi promessa di luce in un anelito di fratellanza universale.
Un romanzo tutto da gustare, anche per il linguaggio scorrevole e la padronanza di mezzi espressivi ben strutturati e funzionali.
Alcune poesie di Anna Aurelia Albertoni
(tratte dalla raccolta "Spiragli d'Immenso", edita da Cannarsa per la collana "I Poeti dell'Histonium", con Menzione d'onore Histonium)
Frammenti di sera
Deserto è il viottolo illuminato
che tante sensazioni ha ridestato
affreschi, batocchi e artisti tralci
sulla calce dai colori pastelli,
tra eleganti cancelli
Mi richiama un’eco lontana
che nell’imbrunire s’allontana
Un filo invisibile lega il presente
ad antichi incantesimi, paure e amarezze
che ora si dissolvono nel tramonto
In quest’aura crepuscolare
nessuno si ferma più ad aspettare
il battito del tempo è ormai incontrollato
Profumi di mandorle, incenso
e zucchero caramellato
mi allontanano dal tempo affrettato
Nella mia mente affiorano
fuggenti immagini di un passato
che ora rivedo trasformato
Note musicali in lontananza
ravvivano il mio spirito
mentre il ritmo incalza
regalando splendore a una nottata
che non sarà più persa
Il fiume
In un angolo nascosto dalla frenesia
dietro a caseggiati vecchi e malandati
è nascosta una strada che non è fantasia
Il fiume è il suo amico fedele
che scorre imperterrito
scorre maestoso lunga una fila di verdi abeti
di erbacce, sassi e rifiuti
Cos’è mai questo mondo segreto?
sembra una dimensione lontana
un viaggio nell’immaginario,
in aperta campagna o in una selvaggia savana
Eppure appartiene alla realtà quotidiana
al controllato e frenetico mondo di città
Percorro la strada a metà
un uscio mi porta a una vecchia scala
la scala è in salita, vecchia e oscura
Salgo quei gradini con un po’ di paura
con un’incertezza che salendo si fa avventatezza
e sembra non finire mai
più salgo più è uno strazio
In cima però m’attende un terrazzo
sul quale soffia una dolcissima brezza
dal quale posso scorgere il fiume che avanza
seguirlo con gli occhi per abbandonarmi
a una nuova speranza
L’infinito
È notte fonda, il mondo è assopito
come un fantasma sto vagando
nell’aria fredda che profuma d’infinito
Guardo in alto e vedo un cielo
così scuro eppure terso
dalle stelle che splendono fulgide
traspaiono i segreti dell’universo
Sette sono quelle dell’orsa
un carro che ogni notte si trasporta
le gioie e i dolori di questa terra arsa
E li riproduce in una dimensione ormai lontana
per noi ultraterrena
che abbiamo visto e non sappiamo dove
che rivedremo in una veste nuova
dopo aver vagato superando la più ardua prova
La mezzaluna di platino tinge d’argento
l’oscurità ove splendono quei segreti
comprensibili ai cuori più dolci e lieti
Per maggiori informazioni:
Contattare direttamente l'autrice, Anna Aurelia Albertoni, attraverso il suo indirizzo di posta elettronica
inviare una E-Mail direttamente all'autrice Anna Albertoni
Nel Cantone Ticino il libro di Anna Aurelia Albertoni è reperibile nelle seguenti librerie:
- Giubiasco, Libreria Quarta
Dove trovarci e come contattarci? [link esterno];
- Locarno, Libreria Locarnese
www.libreria-locarnese.ch [link esterno];
- Lugano, Libreria Melisa
www.melisa.ch [link esterno];
Il libro è anche facilmente reperibile online:
IBS.it [link esterno]
UNILIBRO [link esterno]
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